Le fiamme divampate nella notte tra il 29 e il 30 luglio nell ’ immobile di via Santa Croce in Gerusalemme non hanno provocato feriti ; l ’ evacuazione e il successivo intervento dei vigili del fuoco hanno però portato alla dichiarazione di inagibilit à e d al sequestro giudiziario dello stabile. Agli occupanti non è stato consentito di rientrare, se non individualmente e sotto la vigilanza delle forze dell ’ ordine, per recuperare medicinali e beni di prima necessit à.
Secondo le testimonianze raccolte sul posto, nell ’ edificio vivevano circa 147 famiglie, t ra loro vi sono minori, anziani e persone in condizioni di fragilit à .
È proprio la presenza di persone fragili a imporre responsabilit à e misura. Nessuno può pensare di abbandonare donne, bambini o anziani sul marciapiede, ma la necessit à di prestare assistenza non cancella la natura giuridica della vicenda e non può essere utilizzata per trasformare l ’ occupazione abusiva in un modello di politica abitativa.
Tredici anni non trasformano un abuso in un diritto. Quando le istituzioni tollerano per anni un ’ occupazione producono un doppio danno. Da una parte comprimono i diritti della propriet à, dall ’ altra alimentano nelle persone insediate l ’ aspettativa che l ’ illegalit à , se sufficientemente prolungata e sostenuta politicamente, possa essere premiata attraverso una regolarizzazione o un ’ acquisizione pubblica.
È un messaggio profondamente ingiusto anche nei confronti delle migliaia di famiglie che attendono regolarmente l ’ assegnazione di un alloggio popolare, pagano un affitto con fatica o rispettano graduatorie, requisiti e procedure.
“ Quanto accaduto allo Spin Time deve essere affrontato con umanit à , garantendo immediata assistenza ai minori, agli anziani e a tutte le persone fragili. Ma la solidariet à non può essere utilizzata per legittimare un ’ occupazione abusiva n é per trasformarla in una modalit à ordinaria di accesso alla casa ” afferma l’avvocato Claudia Barina, Presidente di Confedilizia di Roma.
Il punto, dunque, non è ignorare il destino delle persone che abitavano lo Spin Time bensì stabilire chi decide l ’ uso degli immobili in una citt à : la legge e le istituzioni democratiche oppure la capacit à di un gruppo di impossessarsene e conservarne il controllo abbastanza a lungo.
“ Roma ha bisogno di una politica abitativa seria, fondata sul recupero degli alloggi pubblici inutilizzati, sul sostegno alle famiglie in difficolt à e sul rilancio della locazione regolare. Non può invece accettare che il diritto di propriet à venga sacrificato o che chi rispetta le graduatorie e le procedure sia penalizzato rispetto a chi occupa un immobile. Assistere le persone è un dovere delle istituzioni; premiare l ’ illegalit à sarebbe un errore destinato a produrre nuove occupazioni, nuovi conflitti e ulteriore sfiducia ” ha dichiarato ancora la Presidente di Confedilizia di Roma .
Roma deve trovare una sistemazione dignitosa per le persone rimaste fuori dallo stabile, ma ogni soluzione dovr à essere legale, trasparente e rispettosa della propriet à .






















